Le Radici

La famiglia

Nel secolo diciottesimo la famiglia Rubino-Gazzera era stimata e rispettata da tutti in La Morra (Cuneo) per le doti morali e intellettuali di Giovanni Michele e della moglie Maria Teresa. Dalla loro unione nacquero 6 figli, 2 dei quali divennero sacerdoti Angelo e Giovani Battista. Il padre (1742-1816).

 

La Mamma Maria Teresa Gazzera Il fratello don Angelo Don Giovanni Battista

Il Paese: La Morra

La Morra contava, al tempo in cui nacque il Servo di Dio, 3.600 abitanti. Il paese, situato su di una ridente collina dalla quale lo sguardo spazia da un lato sulle langhe e dall’altro verso l’astigiano, fino alle Alpi, comprende un territorio abbastanza ampio. Capoluogo di mandamento e parte di quella regione piemontese denominata “Langhe”. Nella seconda metà del secolo XVIII animava la zona una popolazione attiva e progredita, da cui emersero illustri personalità ecclesiastiche e civili. Ai giorni nostri il territorio di La Morra è compreso nella provincia di Cuneo ed appartiene alla diocesi di Alba; non così in passato. Nel 1631, infatti, la città di Alba, l’antica Alba Pompeia, era stata elevata da Amedeo I, duca di Savoia, a capoluogo di provincia. Le truppe di Napoleone occuparono per la prima volta La Morra il 24 aprile del 1796. Il paese fu restituito a casa Savoia nel giugno seguente, in seguito all’amministrazione di Cherasco. Occupato nuovamente dai francesi, in seguito all’abdicazione del re Carlo Emmanuele IV, ritiratosi in Sardegna nel 1798, fu liberato, con tutto il Piemonte, nella primavera del 1799 dagli austro-russi e dai patrioti. L’anno successivo, i regi stati passarono una terza volta sotto il governo napoleonico (14 giugno 1800) che durò fino al 1814. La sede vescovile di alba è antichissima ed ha a storia lunga e gloriosa (cf. Doc. IV, 1). Il giugno 1803 essa fu soppressa ed annessa alla diocesi di Asti, per essere poi ricostituita il 20 luglio 1817. Nel secolo XVIII in tutto il Piemonte il sentimento religioso era assai diffuso e, benché nelle città fosse possibile riscontrare forme di indifferenza, nelle parrocchie di campagna la fede era molto viva, grazie anche alla solerte opera del clero. Generalmente nei paesi regnava la concordia; le famiglie erano caratterizzate da integrità di costumi e da una autentica preoccupazione di impartire ai figli un’educazione profondamente religiosa.